GILBERTO CALZOLARI PREVIEW

   

 

 

Essere socialmente responsabili è uno dei valori chiave per contribuire a diffondere consapevolezza e impegno per cambiare l’industria della moda nel profondo: una responsabilità che il designer Gilberto Calzolari ha fatto sua fin dagli esordi e che oggi prosegue con una nuova e importante tappa.
Dopo il sostegno dato alle attività di Polar Bears International per la difesa dell’orso polare e in seguito al prestigioso riconoscimento ottenuto durante i Green Carpet Fashion Award 2018 e al premio vinto nell’edizione 2019 della Monte Carlo Fashion Week per il suo impegno sostenibile, il designer, che ha fatto della sostenibilità una filosofia di vita e di lavoro, lancia una collezione SS 2020, intitolata Dune, che è un grido di allarme nei confronti della desertificazione del pianeta. Ecco quindi l’idea di una donna nomade e guerriera, feroce nel suo incedere in un deserto post-industriale, in un immaginario a cavallo tra tribale e steampunk: un’amazzone che non ha perso gli orpelli romantici, ma non nasconde le fratture della realtà contemporanea, e anzi le esibisce come vere e proprie armi per intraprendere una battaglia dove è in gioco il nostro futuro.
Una collezione militante che non rinuncia tuttavia alla sua vocazione profondamente femminile, in cui eleganza e sperimentazione si uniscono al concetto di riutilizzo delle risorse del pianeta. In questo deserto fisico e metafisico, di sabbia e detriti industriali, capi emblematici – e al tempo stesso opposti tra loro – sono da un lato l’abito tribale in “tessuto di sughero” ecologico, ricavato da sottilissimi fogli di sughero naturale accoppiato al cotone organico GOTS certificato, con frange arricchite di cristalli Swarovski senza piombo; e dall’altro i capi ultra high-tech realizzati con l’upcycling di airbag scoppiati, nati grazie a una partnership con Volvo Car Italia, da sempre impegnata a favore del ridotto impatto ambientale e della sostenibilità: capi contemporanei ottenuti utilizzando il materiale sintetico ottenuto dagli airbag già dispiegati e quindi non più utilizzabili.
I tessuti della collezione vanno dal twill di cotone organico stampato, al raso derivato da poliestere riciclato, dal nuovissimo canvas di cotone biodegradabile al pizzo macramè optical che ricorda i copertoni di pneumatici, mentre la palette di colori parte dai toni sabbia e ecrù per poi accendersi all’improvviso di rosso nell’abito plissè, e di giallo-neon negli inserti catarifrangenti, come a disseminare segnali di allarme, per poi lasciare il passo al nero lucido dei capi in vernice a taglio vivo e al verde petrolio del cotone tecnico, e ancora alle stampe a macchia di petrolio su organza increspata.
Una collezione Primavera/Estate di grande impatto, dove, a sorpresa, l’elemento naturale è quasi del tutto assente, ad eccezione del grafismo bianco e nero delle palme, come riprodotte su una cartolina sbiadita, quasi un’oasi nel deserto, il miraggio di un mondo estinto. Un nuovo tassello nella ricerca stilista di Gilberto Calzolari che, fin dai suoi esordi, ha evidenziato con le sue proposte il ruolo fondamentale del rispetto del contesto umano e ambientale dal quale prendono vita le sue creazioni.

 

Courtesy Guitar Press Office

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